mercoledì 26 giugno 2013

TU SEI LA MAMMA

Come si ritorna a vivere ironici e leggeri quando ti succede qualcosa che ti scombussola così? Si può tornare facendo finta di niente, senza raccontare, perché tanto ora va meglio e chissà magari non succederà più? Secondo me, no. Ho bisogno di scrivere per fare chiarezza tra i miei pensieri confusi. Perché confusa io mi sento ancora. Perché quando al mattino lasci tua figlia dai nonni per andare al lavoro e senti che ha qualche linea di febbre, dici solo di darle un po' di Tachipirina e di non farle prendere freddo. Perché non ti aspetti che possa arrivare una telefonata di tua madre disperata e della quale capisci solo: "Matilde. Non respira più. 118. Oddio". E in quegli attimi che sembrano eterni tu vorresti solo accovacciarti per terra e urlare, ma non puoi perché tu sei la mamma. E forse per la prima volta ti senti davvero la sua mamma. Una mamma non si può permettere di farsi prendere dal panico, una mamma non si può mettere in un angolino aspettando che qualcun altro intervenga al posto suo. Non può mandare avanti qualcun altro. Non c'è tempo per disperarsi. Una mamma deve cercare di rimanere lucida perché spesso è quel briciolo di lucidità che fa la differenza. E allora cerchi di non pensare che tuo marito è al di là del mare per un viaggio di lavoro e che da questo momento ci sei soltanto tu ad affrontare quel che sta succedendo. Cerchi di non pensare a quello che troverai alla fine della strada che divide il tuo posto di lavoro dalla casa dei nonni. Vai, corri più in fretta che puoi. Vedi l'ambulanza sotto casa e ti assale la disperata consapevolezza che è lì per tua figlia che ha solo 15 mesi. Ti precipiti su per le scale e in un attimo ti trovi davanti al letto dove la tua bambina è sdraiata con i paramedici intorno. Qualcuno ti dice di stare tranquilla, che si sta riprendendo, che la portano in ospedale per un controllo e per la prima volta senti quella parola: convulsioni. E di convulsioni non si muore, ma tu in quel momento non lo sai. Allora segui quel ragazzo con la tuta rossa che raccoglie da terra Topolino e te lo porge e ti dice di portarglielo in ospedale. Così attraversi la strada e sali sull'ambulanza con Topolino stretto in una mano, il cuore stretto in gola. Arrivi al pronto soccorso, ti avvicini alla barella e vedi che ha gli occhi aperti ma non ti guarda, non riconosce la tua voce e ricomincia a tremare violentemente. Infermiere, medici, valium, maschera di ossigeno. Seconda crisi. Senti le gambe che cedono, vorresti crollare ma non puoi perché tu sei la mamma. E poi il ricovero, 5 giorni di febbre che sembra non scendere mai. Le ore interminabili in reparto, quando tutti cercano darti il cambio ma tu non vuoi, non puoi. Tu sei la mamma. Devi stare lì e guardarla, osservare ogni minimo cambiamento. E ti ritrovi di notte, nei corridoi di pediatria con le altre mamme, in silenzio. Scambi di sguardi, sospiri, lacrime. I medici dicono che le convulsioni sono causate da un cambiamento repentino della temperatura, sia in discesa che in salita e che possono venire anche con la febbre bassa (lei ne aveva 38,1). In pratica le cellule celebrali, che nei bambini fino ai 6 anni non sono completamente sviluppate, si surriscaldano e danno il via alle convulsioni che sono episodi benigni e che non portano conseguenze se non quella di far perdere anni di vita ai genitori che assistono. Non si possono prevenire, non si possono prevedere. Possono essere episodi unici o che si ripetono ad ogni febbre. Di sicuro c'è però una predisposizione perché lei ne ha già avute due. Quindi lasci l'ospedale, pregando che non capiti mai più. Sai che devi sempre avere un micropan di valium a portata di mano, sai che durante la crisi devi metterla su un lato e spogliarla, sai che a 37,5 di febbre devi darle la Tachipirina. Ma non basta. Perché hai paura che capiti di nuovo, allora torni a casa e metti tua figlia sotto una campana di vetro. Dai in dotazione ai nonni o a chi passa anche solo un'ora con lei valium, Tachipirina e termometro. Non la mandi più al baby parking perché, si sa, i bambini si trasmettono di tutto, tieni lontano ogni amico o parente che abbia un raffreddore e guardi con sospetto i bimbi che si avvicinano al parco (ma al parco la porti la prima volta dopo 4 mesi). Poi dopo 5 mesi che non accade nulla e che non prende la febbre, un po' le difese le abbassi. Ed ecco che capita di nuovo. Prima di andare a nanna gioca come tutte le sere, è un po' agitata ma vabbè lei è Matilde, sappiamo com'è. La metti a dormire nel lettino e ti svegli improvvisamente perché lo senti sbattere. In una frazione di secondo apri gli occhi e ti rendi conto che il tuo incubo è tornato e nel peggiore dei modi: di notte. Ma tu sei la mamma e non puoi perdere la testa. Allora ti ripeti come un mantra che di convulsioni non si muore. Ghiaccio, termometro, valium, ambulanza e ospedale. Indagini per scongiurare lesioni o patologie come l'epilessia. Per fortuna è tutto nella norma. La prima diagnosi è confermata: convulsioni febbrili. Ritorni così a casa con un altro schock nel tuo bagaglio di mamma, puntando la sveglia ad ogni ora di notte per misurarle la febbre. Perché anche se ci sei già passata e sai che di convulsioni non si muore, ogni volta che vedi tua figlia in preda ad una crisi, un po' muori tu. Sai che devi essere preparata, che potrà succedere ancora, ma come si fa ad affrontare con questo terrore ogni febbre da qui ai 6 anni? Come si fa a pensare all'asilo, alle vacanze, alla cameretta da sola o ai week end dai nonni? Bisogna imparare a conviverci, bisogna trovare la forza e tu lo sai che se scavi in fondo alla paura, la forza ce l'hai perché tu sei la mamma. La sua.

22 commenti:

  1. Mi sono immedesimata tantissimo, mi hai dato i brividi. Non posso immaginare cosa sia stato la prima volta. E' vero, adesso siamo le mamme, siamo noi il punto di riferimento. Il che mi fa ancora più paura di tutte le cose terribili che possono succedere...!

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    1. Esatto, per la prima volta ho capito che quella forte dovevo essere io e non... mia mamma!

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  2. Sono il mio incubo peggiore anche se i miei figli non le hanno mai avute ma so cosa sono e per un genitore sono devastanti. Mi ricordo che la prima volta che mio figlio prese la febbre, chiesi al pediatra di prescrivermi il valium come emergenza ma lei mi disse "spero che non le capiti mai signora ma prima le veda poi se mai glielo prescriverò, perché la prima volta sono così spaventose che anche ad averlo in casa, non riuscirebbe ad usarlo".

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    1. Vero però dopo che hai vissuto la prima riconosci subito i sintomi e il coraggio di farglielo ti viene di istinto!

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  3. mamma mia. ho provato quella paura una volta, per un broncospasma acuto, i hanno chiamata dal lavoro che stavano andando in pronto soccorso, non respirava più, l'hanno intubato e ci hanno tenuto un giorno lì... Ad ogni tosse o raffreddore rivivo quella paura, quell'attimo in cui lo vedi viola e che non respira...
    Ti abbraccio perchè so cosa vuol dire "tu sei la mamma" e so quanto sia difficile. Vi auguro davvero che possa rimanere solo un ricordo...

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    1. Sono spaventi che ti rimangono impressi a vita. Speriamo davvero di non riviverli!
      Grazie per essere ancora qua a commentare e sostenermi anche dopo i mesi di silenzio :)

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  4. tesoro....sto piangendo. di quel pianto dolce e forte che tu conosci. Leggerti è stato come esserci...
    Ti abbraccio forte.

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    1. Grazie, condividere certe esperienze ci fa sentire meno soli :)

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  5. Cavoli che angoscia....
    Ti abbraccio forte forte e prego e mi auguro che non debba più succedere.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Piango. Piango perchè so di cosa parli. Perchè mi hai fatto rivivere una scena di oltre 20 anni fa. Ho vissuto in prima persona la tua esperienza con mia sorella, aveva circa 3 anni ed io 10. Stavamo giocando insieme, da sole, quando all'improvviso arrivano le convulsioni, all'epoca non sapevo nemmeno cosa fossero. Decisi di correre a chiamare i nostri genitori poco distanti, anche se questo voleva dire lasciare mia sorella così, da sola. Sapevo che era l'unica cosa che potevo fare. Non c'era nessuno vicino a cui chiedere aiuto o che potesse soccorrerla. Quei pochi minuti mi sono sembrati un'eternità di cui ancora oggi ho ricordi molto nitidi. Non ricordo invece più nulla di ciò che accadde dopo che avvisai i miei genitori, ho solo alcune immagini sbiadite dell'ospedale, dei medici e nient'altro.
    Ebbi molta paura, paura per lei, forse la paura che una mamma prova per un figlio? Perchè, anche se non ero una mamma ma solo una sorella, lei per me era più che una sorella, nel mio cuore mi sono sempre sentita una seconda mamma per lei fin da quando è nata. Ma questo ovviamente l’ho capito solo quando sono diventata una mamma davvero.
    E la stessa paura l’ho provata di nuovo per il mio bimbo che non respirava quasi più, per un grave attacco respiratorio causato da un broncospasmo. Non si è mai pronti a queste cose. Mille pensieri ti girano in testa durante la corsa all’ospedale. E poi rimani ogni giorno col timore che possa ricapitare... E’ vero che dobbiamo fare più attenzione ad alcune cose, ma non dobbiamo far sì che la paura con cui conviviamo possa modificare la nostra vita. E’ difficile ma non impossibile.
    Un abbraccio forte.

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    1. Io l'ho provato da mamma ma immagino il terrore di una sorellina, ancor più di soli 10 anni! Sei stata coraggiosissima :)
      Hai ragione, viviamo con la paura ma non possiamo rinunciare a vivere. Lo dobbiamo fare per loro ma anche per noi. Purtroppo per quanto dura, dobbiamo imparare a conviverci senza far condizionare troppo le nostre scelte. Mi auguro di imparare a farlo!

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  8. in parte so cosa vuoi dire: ero al lavoro, mi suona il tel. rispondo, era la maestra dell'asilo: mi comunica che la mia stellina aveva le convulsioni.
    Non so in che condizioni sono arrivata al nido, sono stati i 10 minuti più lunghi della mia vita.
    alla fine non erano convulsioni, però mi sono tanto documentata da quel momento. Mi fanno paura, ma la cosa che mi strugge è che non posso fare nulla per prevenirle.
    ti abbraccio forte, perchè anche noi siamo mamme. magari questo non ti aiuta concretamente, però sai che ci sarà sempre qualcuno con cui sfogarti... noi ti leggiamo!!

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    1. ....E non sai quanto mi siete mancate!!! Volevo raccontarvi, condividere ma avevo un blocco. Riuscirci mi ha aiutato, mi ha fatto stare meglio. Bisogna farsi forza tra mamme e per questo mi piacerebbe trovare il modo di sensibilizzare un po' più l'argomento perché il fatto che non sia una malattia grave a volte pone la convulsione nell'angolo.

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  9. La sua mamma super coraggiosa, spero che finiscano qui per lei e per te!
    un abbraccio!

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    1. Grazie! Abbraccio arrivato e molto gradito :)

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  10. mamma mia, dev'essere stato tremendo e tu devi essere stata molto forte. Da quando sono incinta ho capito che non finirà mai questa paura, questo enorme bisogno di coraggio...prima era "Ok, se supero i primi 3 mesi di gravidanza posso rilassarmi un po'"..."ok, se supero il parto mi rilasso...", "Ok, basta solo che ora inizi a mangiare", "ok, passata questa prima febbre evidentemente potrò rilassarmi"....invece sentendo e guardando in giro ti rendi conto che per essere una mamma devi essere coraggiosa sempre. Fino ai 6 anni, in questo caso, ma anche quando saprai che il suo migliore amico ha il motorino e le/gli da un passaggio dopo scuola, o quando leggi la cronaca dei giornali...e per me che ero una figlia unica, per me che sotto la campana di vetro c'ero io...è così difficile. Ma si cresce in fretta per loro. A te complimenti per il sangue freddo, grande prova d'amore. Un esempio anche per il papà :') spero che ora vada tutto bene, comunque. Un bacino a Stewie in gonnella :)

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    1. Hai ragione, con i figli non si finisce mai di aver paura ma per fortuna ci sono talmente tanti momenti belli che fanno sì che ne valga davvero la pena. Poi noi mamme abbiamo spalle larghe... grazie. Un abbraccio :)

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  11. Mi dispiace tesoro, ti sono vicina. Avevo 7 anni quando ho avuto la mia prima crisi, uno strascico del morbillo. Ora sono mamma, non ho piú crisi da 7 anni, ma mio figlio dorme accanto a me, come te sono terrorizzata all'idea di lasciarlo. Sono stata una ba,pmbina terribile, sempre malata e penso di aver fatto disperare i miei genitori. Per fortuna, mio figlio é sano come un pesce. Il mio blog é rosadidonna.blogspot.it, se ti va mi trovi lí.

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  12. Mi dispiace tesoro, ti sono vicina. Avevo 7 anni quando ho avuto la mia prima crisi, uno strascico del morbillo. Ora sono mamma, non ho piú crisi da 7 anni, ma mio figlio dorme accanto a me, come te sono terrorizzata all'idea di lasciarlo. Sono stata una ba,pmbina terribile, sempre malata e penso di aver fatto disperare i miei genitori. Per fortuna, mio figlio é sano come un pesce. Il mio blog é rosadidonna.blogspot.it, se ti va mi trovi lí.

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